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confusion is sexy l'onda studentesca...YES WE CAN...Il sapere sta morendo...indossa anche tu un nastro viola al braccio.
November 05 Mariastella dà i numeri al lotto
rivista NATURE“Nature” denuncia gli interventi del governo sull’università e la ricerca
Venerdì 17 Ottobre 2008
Fa piacere sapere che non siamo soli, e che l’appello di Dica 133 evidentemente non è il prodotto di un manipolo di sovversivi estremisti… In questo caso a parlare è la rivista “Nature”, una delle più antiche ed importanti riviste scientifiche esistenti, forse in assoluto quella considerata di maggior prestigio nell’ambito della comunità scientifica internazionale. L’ultimo numero di Nature dedica alle riforme portate avanti dal governo italiano un editoriale e un articolo, entrambi molto duri. Riproduciamo qui l’editoriale, tradotto. L’originale inglese può essere letto qui. Risparmi all’ultimo sangue Nel tentativo di dare spinta alla sua arrancante economia, il Governo italiano si sta concentrando su obiettivi facili ma poco saggi In Italia sono tempi cupi e pieni di rabbia per gli scienziati, costretti a fronteggiare un Governo che porta avanti la propria filosofia di riduzione dei costi. La scorsa settimana, decine di migliaia di ricercatori hanno invaso le strade per rendere visibile la loro opposizione al decreto proposto, finalizzato a mettere sotto controllo la spesa pubblica. Se passasse, come è probabile, il decreto eliminerebbe quasi 2000 ricercatori precari, che sono la spina dorsale delle istituzioni di ricerca del Paese in grave carenza di organico (e circa la metà dei quali era già stata sottoposta a selezione per un posto a tempo indeterminato). Nonostante la protesta degli scienziati, il Governo di centro-destra di Berlusconi, entrato in carica a maggio, ha decretato che i fondi sia dell’Università, sia della ricerca possono essere impiegati per mettere in sicurezza le banche e gli istituti di credito italiani. Non è la prima volta che Berlusconi prende di mira le Università. Ad agosto, ha emanato un decreto che riduce del 10% il finanziamento delle Università, consentendo di assumere solo un dipendente ogni cinque pensionati. Il decreto permetteva inoltre alle Università di trasformarsi in Fondazioni private, allo scopo di rastrellare entrate aggiuntive. Stante il clima attuale, i Rettori ritengono che quest’ultimo aspetto verrà utilizzato per giustificare ulteriori tagli al budget, e che alla fine li costringerà ad abbandonare i corsi di laurea che hanno scarso valore economico, come gli studi umanistici, o la scienza di base. Poiché la bomba è scoppiata all’inizio delle vacanze estive, le conseguenze sono state pienamente comprese troppo tardi, dal momento che il decreto è in via di trasformazione in legge. Nel frattempo, il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, ha mantenuto un silenzio completo sulle questioni relative al suo Ministero, a parte la scuola secondaria, e ha permesso che decisioni di Governo pesanti e distruttive fossero adottate senza sollevare obiezioni. Ha rifiutato di incontrare scienziati ed accademici per ascoltare le loro preoccupazioni, o per spiegare loro le scelte politiche che sembrano richiedere i sacrifici. E non ha neppure delegato un Sottosegretario per trattare la materia al suo posto. Le organizzazioni scientifiche interessate dal decreto sono state invece ricevute dall’estensore del provvedimento, Renato Brunetta, Ministro della Funzione Pubblica e dell’Innovazione. Brunetta sostiene che si può fare poco per fermare o cambiare il decreto (anche se è ancora in discussione nelle Commissioni e deve ancora essere votato da entrambe le Camere). In un’intervista, Brunetta ha anche paragonato i ricercatori ai capitani di ventura, mercenari rinascimentali, dicendo che stabilizzarli a tempo indeterminato sarebbe “un po’ come ucciderli”. Questa affermazione travisa un argomento che i ricercatori hanno sostenuto: che la base scientifica di qualsiasi Paese richiede un sano rapporto tra lavoro stabile e lavoro flessibile, con quest’ultimo (come i contratti post-doc) che deve circolare in laboratori di ricerca stabili, solidi e ben equipaggiati. Gli scienziati hanno provato a spiegare a Brunetta che in Italia questo rapporto è diventato molto perverso. Il Governo Berlusconi può anche pensare che tagli draconiani ai finanziamenti siano necessari, ma i suoi attacchi alla ricerca di base italiana sono stolti e miopi. Il Governo ha trattato la ricerca esattamente come qualsiasi spesa da tagliare, mentre in realtà deve essere considerata un investimento per la costruzione dell’economia della conoscenza del ventunesimo secolo. In effetti, l’Italia ha già sottoscritto questo approccio, firmando l’Agenda di Lisbona 2000 dell’Unione Europea, nella quale gli Stati membri si impegnavano ad innalzare i loro investimenti in Ricerca e Sviluppo al 3% del Prodotto Interno Lordo. L’Italia, membro del G8, ha una delle spese per Ricerca e Sviluppo più basse del gruppo (a stento l’1,1%, meno di metà di Paesi comparabili come Francia e Germania). Bisogna che il Governo guardi oltre ai guadagni a breve termine permessi da un sistema di decreti consentiti da Ministri ossequiosi. Se vuole preparare un futuro credibile per l’Italia, come dovrebbe, non dovrebbe prendere pigramente a riferimento il passato lontano, ma capire come funziona la ricerca in Europa oggi. October 31 enterogelmini: qst riforma fa cagareIl giorno della verità dei fratelli d'Italia di GIUSEPPE D'AVANZOChissenefrega della solita conta, un milione e mezzo, un milione, ottocentomila o fate voi. Roma è per intera paralizzata. E' impossibile anche entrare in città. Decine di pullman sono "spiaggiati", come balene, sul Grande Raccordo e, nell'impossibilità di raggiungere il centro storico, migliaia di persone se ne vanno in processione, allegre e rumorose, là dove sono: lungo l'anello autostradale, alla Magliana. In centro, chi si è mosso da piazza della Repubblica scende dal Pincio verso piazza del Popolo che il serpente - quieto e colorato di palloncini blu e giallo e rosso - ha ancora la coda nella posta di partenza. Chi con realismo dispera di arrivarci, in piazza del Popolo, cambia strada. La protesta si frantuma e si disperde dilatandosi là dove trova spazio e strade libere da affollare. I cortei diventano tre e si muovono in direzioni diverse, gli universitari e gli studenti dei licei venuti dalla Sapienza e da molte città del Mezzogiorno se ne vanno verso Trastevere e circondano il ministero della Gelmini e le gridano: "Mariastella, arrenditi. Sei circondata!" Quanti saranno? Importa davvero a qualcuno, se non al governo imbarazzato ("poche migliaia di persone"), avere un numero? E' il giorno della realtà, questo, quale che siano i numeri. E' il giorno della robusta e ostinatissima realtà. È il giorno della concretezza della vita quotidiana di studenti e insegnanti, delle compromesse speranze di futuro dei più giovani e delle loro famiglie. È il giorno della tangibilità di una sdegnata rabbia per il presente che - con la voce e il corpo di centinaia di migliaia di uomini e donne, ragazze e ragazzi che nella scuola e nelle università ci vivono, ci lavorano, ci studiano, ci sperano - mette finalmente in un canto, per un'intera mattinata, le formule vuote e le verità rovesciate che avvelenano il discorso pubblico. Dice un'insegnante in piazza della Repubblica - non sono ancora le nove, la pioggia è intensa e tutti sono già zuppi d'acqua e non se ne curano - : "È come se mi avessero messo davanti allo specchio. Io ho i capelli neri e loro mi dicono che sono biondi. Li ho corti e quelli dicono che ho i capelli lunghi. Dicono che sono strabica, incartapecorita dagli anni e sdentata e invece io so di essere giovane con gli occhi e i denti giusti. Dicono che sono depressa e io invece so di essere energica e decisa. Quel che dicono di me, non mi racconta, non mi descrive. Quella non sono io. Questa non è la scuola che abito e conosco. Hanno bisogno di trasfigurarla per poterla distruggere in silenzio e nel disinteresse dei più. Ecco perché sono qui. Sono qui perché non voglio vedere distrutta la scuola pubblica che è la mia scuola e la scuola di tutti. Vorrei fare io una domanda a tutti: chi ne parla, conosce davvero la scuola?". * * * È un leit motiv: davvero conoscete la scuola, signori? Davvero la conosce il governo? Di quale scuola parlano, parlate? Di quella che ogni giorno, con i suoi ritardi e le sue eccellenze, con i suoi sacrifici e pigrizie, con i suoi piccoli sconosciuti eroismi, apre i battenti? O di quella che immaginano o lasciano immaginare per poterla schiacciare? Sono domande - spiegano in una singolare coincidenza di opinioni, studenti e professori, bidelli e maestri, sindacalisti e ricercatori - che impongono di chiamare le cose con il loro nome, finalmente. Così, anche se negli slogan Mariastella Gelmini è protagonista e trasfigurata in santa, "Santa Ignoranza", nei colloqui, nei capannelli, nelle discussioni che si accendono qui e lì il decreto diventato ormai legge dello Stato non ha una madre, ma soltanto un padre: Giulio Tremonti. Dice uno: "La Gelmini, di suo, avrebbe dovuto proporre un disegno, un progetto educativo, un documento da discutere, un percorso riformatore per passare dalle criticità di oggi - che ci sono e non trascurabili - a un assetto più soddisfacente nel futuro. Non lo ha fatto. La sua è una presenza muta. È una comparsa. Il primattore è l'altro, è Tremonti. Suoi sono i tagli e questa riforma - che è una falsa riforma - non è altro che tagli al personale docente, amministrativo e tecnico; risparmi per il bilancio dello Stato; riduzione dell'orario scolastico e fine del tempo pieno; tagli al Fondo di finanziamento delle università e trasformazione degli Atenei in Fondazione private. Noi abbiamo bisogno di più riforma e invece ci danno meno risorse e nessuna riforma". * * * È il giorno della realtà, questo. Non è il giorno dei "grembiulini", del "cinque in condotta", del maestro che da "unico" diventa per magia, per conformismo e obbedienza dei media, "prevalente". In una parola non è il giorno dei codici comunicativi e vuoti che, con sapienza, Berlusconi ha messo in campo per nasconderla e manipolarla, la realtà. L'"avviso ai naviganti" del mago di Arcore puntava ad accendere il solito dispositivo, a innescare un riconoscimento identitario della società con la sua leadership, a indicare un ostacolo da rimuovere: i "fannulloni", gli "ignoranti", il "potere dei sindacati", gli "insegnanti pagati troppo per quel che fanno e danno", una scuola che è soprattutto o forse soltanto "spreco". In una parola, un'"infezione" che minaccia la salute del Paese. La protesta contro la riforma della scuola -suggeriva il premier - compromette il diritto allo studio. Pregiudica il futuro dell'educazione che invece la riforma assicura. Le proteste danneggiano la formazione dei più operosi. Quindi, la loro stessa libertà. Berlusconi ha voluto indicare alla sua gente - "la maggioranza silenziosa" come va dicendo la Gelmini - un terreno di conflitto, quasi una chiamata alle armi, un nuovo ambito di ostilità di un'Italia: la sua Italia, contro l'altra che non lo ama o che vuole giudicarlo senza pregiudizio per quel che fa. Non ha esitato a minacciare l'arrivo dei Reparti Celere nelle scuole e università "okkupate" perché sempre un "diritto di polizia" si affaccia quando "lo Stato non è più in grado si garantirsi gli scopi empirici che intende raggiungere ad ogni costo". A quanto pare, se si guarda questa piazza e queste vie, Berlusconi per una volta ha sbagliato i suoi calcoli. Clamorosamente. Per la prima volta, in questa legislatura. Come dicono lungo via Sistina, "il governo è riuscito nel miracolo di mettere insieme tutte le sigle sindacali", che solitamente intrattengono tra di loro i rapporti che il cane ha con il gatto. Ha consentito a un'intera generazione, distratta, disillusa, spettatore passivo distante dal luogo comune, di scoprire che la politica non è appartenenza a un partito o a un gruppo, a una fazione o a un'ideologia, ma che è politica soltanto la volontà di opporsi e resistere a un progetto di ordine sociale che esplicitamente rinuncia a una concezione dello Stato "garante legale dell'eguaglianza" per disegnare esclusioni e differenze, creare privilegi e divisioni. Non c'è chi in questo corteo, che ora affolla piazza del Popolo e via Ripetta e via del Babuino fino a piazza Augusto Imperatore e piazza di Spagna, non abbia letto il decreto e toccato con mano che "i grembiulini" sono soltanto polvere negli occhi che acceca. Lo studente universitario ti spiega pignolissimo come "il Fondo di finanziamento ordinario delle università viene progressivamente ridotto di 63,5 milioni per il 2009, di 190 milioni per il 2010, di 316 milioni nel 2011, di 417 milioni per il 2012 e di 455 a partire dal 2013, un risultato che si otterrà vietando di assumere personale oltre il 20 per cento dei pensionamenti dell'anno precedente. Una morta lenta che ucciderà tutti, i buoni e i cattivi senza alcun discernimento: chi ha disperso le sue risorse e chi le ha utilizzate al meglio; chi ha valorizzato il merito e chi ha inaugurato un insegnamento inutile per dare una cattedra all'amante o al figlio. Dicono: quel che non darà più lo Stato lo forniranno le Fondazioni, ma quali, ma come? Il governo non lo dice perché o non lo sa o non può dire che vuole un'università privatizzata". È la trama della realtà che fa capolino. È il suo giorno. Per una volta, la "comunicazione" può attendere. I trucchi non funzionano. Quell'indifferenziazione tra reale e fittizio che sempre Berlusconi riesce a costruire appare sgonfia come una ruota bucata. La gente che è qui, che ancora non riesce a raggiungere piazza del Popolo, sembra che ancora riesca a distinguere ciò che accade davvero da quel che la politica e i suo cantori raccontano. Madri di famiglia ti spiegano come cambierà concretamente la loro vita e la vita del figlio con la fine del "tempo pieno", con il "maestro unico" e l'orario settimanale di ventiquattro ore. "Che cosa è più educativo la strada, la televisione o la scuola?", chiedono. La realtà. Ha il fiato corto Berlusconi quando si lamenta della "scandalosa capacità di mentire su cose di buonsenso" o quando nega che ci siano tagli. Qui se ne vanno in giro con nella borsa o in tasca il decreto e, sollecitati, sono pronti a squadernartelo sotto gli occhi. "I docenti a tempo determinato che voleranno via come stracci saranno 87.341 in tre anni. Nel 2009/10, 42.105; 25.560 nel 2010/11; 19. 676 nel 2011/2012. Questo per gli insegnanti. Per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario sono previsti 42.500 posto in meno, il 17 per cento in meno. Come si fa a dire che non ci sono tagli?". * * * In piazza del Popolo, un'orchestrina intona l'inno di Mameli. È bizzarro, e di certo non consueto, che prima sottovoce, poi con sempre maggiore forza e convinzione, quel canto dilaghi in ogni angolo della piazza. A pensarci meglio, non è fuori posto "Fratelli d'Italia". Anzi, quel canto appare coerente. Forse può essere addirittura il senso della giornata. Le persone che sono qui, quale che sia il loro numero, sembrano sapere che è in gioco "un'idea di Italia" a cui non vogliono rinunciare. Sanno che "la scuola pubblica, la scuola di tutti", quell'idea la custodisce. Anche con i suoi deficit. (31 ottobre 2008) October 30 pauraaaaaaaaaaaaaaaCossiga sugli studenti - da brivido
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni […]
Gli universitari? Lasciarli fare.
Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città…
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.
Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale.
Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».
Francesco Cossiga, Quotidiano Nazionale del 23 Ottobre 2008 October 29 che schifoi politici vengono dal Paese, sono persone, non sono alieni portati qui da chissachì e se la gente è gente di merda avremo politici di merda George Carlin October 21 la solitudineLa solitudine è indipendenza: l'avevo desiderata
e me l'ero conquistata in tanti anni. Era fredda, questo sì, ma era anche silenziosa, meravigliosamente silenziosa e grande come lo spazio freddo e silente nel quale girano gli astri. ~ Herman Hesse - Il lupo della steppa ~ la cerco,ricerco, nuovamente,
ma allo stesso tempo mi fa paura,
contemporaneamente
spero che qualcuno finalmente riesca a capirmi
e a portarmi via ! October 10 il blasco...uomo verofinalmente il video di una delle mie canzoni preferite di questo ultimo cd
praticamente perfetto...
grande Blasco..uomo vero
September 18 qnd le canzoni sanno... Non servirà portare via l'armadio dare la colpa a chi ti sta vicino accusarmi di essere ancora troppo bambino Non servirà sentire il tuo profumo e poi svegliarsi tutte le mattine adesso so cosa vuol dire volerti senza fine Allora chi me lo fa fare a non dormire tutte queste notti e pensare sono stato io a dire dài, rifletti Che non vederci per un po non può fare male più di tanto adesso non si può tornare indietro e adesso correi dirti quanto Ti amo, ti amo anche se troppo spesso ancora litighiamo però ti amo, ti amo e adesso che sto qui da solo è così strano E odio quanto ti amo eravamo tanto e adesso cosa siamo? Te la ricordi la mia faccia strana quando ho capito che era una sconfitta Io davo tutto per scontato e tu che rimanevi zitta quante inutili parole quanti rimorsi trasformati in pianto Vorrei guardarti un'altra volta ancora e piano piano dirti quanto Ti amo, ti amo ma quale pausa adesso è chiaro che ti amo e ti amo, ti amo ma l'ho capito solo quando ti ho perduto E ti voglio ma non ti chiamo perché ho sbagliato e non merito perdono adesso odio quanto ti amo eravamo tanto e adesso.........non lo siamo August 25 adios benalmadenatutto quello che posso dirvi di questa vacanza
senza dilungarmi in particolari che potrebbero sembrarvi noiosi
è che tornare qui mi ha messo un'incredibile malinconia e nostalgia di quei giorni come mai prima..
i paesaggi, la gente, le notti,la multiculturalità..ti accorgi di quanto qst Italia ti offri così poco..
10 giorni indimenticabili
da conservare nel cuore
esperienze che ti segnanoo e ti fanno sperare che anche il nostro Paese possa migliorare..
Adios Benalmadena
July 14 Zeitgeistun Web film Non profit nel 2007 prodotto da Peter Joseph. È uscito in lingua inglese sottotitolato in diverse lingue, tra cui l'italiano. Il film è un documentario diviso in tre parti. La prima parte si occupa di religione vista come mito. La seconda riprende in mano i fatti dell'11 Settembre. La terza traccia un filo conduttore tra tutti i grandi conflitti bellici di dimensione mondiale che hanno coinvolto gli Stati Uniti dalla Prima guerra mondiale alla Seconda guerra del golfo
un dovere morale:vederlo!
per me,un dovere morale,cercare di farlo conoscere a quelli come me che chissà perchè
nn erano stati informati..
e poi devo sentirmi diver se preferisco vivere la mia vita reale
fatta delle mie piccole cose
ma vere..
"..Lasciateci almeno l’ignoranza
che è molto meglio della vostra idea di conoscenza.." G.Gaber
July 02 per sempre...vasco anche questo concerto è stato spettacolare
vasco ha sempre il solito carisma che non può non contagiarti
ed io mi sono divertita da morire...
ma davvero da morire,
nel senso che sono tornata stanca morta
per quanto ono sfrenata...
ma visto che di Vasco io amo
più di qualsiasi cosa
quel pizzico di nostalgia e malinconia
che spesso viene fuori in alcune frasi messe lì
apparentemente a caso, o in canzoni intere(v.Sally o il Mondo che vorrei)
lascio qui come segno del suo ultimo cd
E Adesso che tocca a Me
...e tutti son più furbi,
più furbi di me
e adesso che tocca a me...
June 30 rosellina a distanza di tanti anni resta ancora il telefilm più bello che abbia mai visto..
è incredibile come così spesso mi tornino in mente frasi, canzoni,pezzi di dialoghi..
questo telefilm mi tiene legata ad un periodo della mia vita con il quale non ho più nessun contatto..e che mi manca perchè è un pezzo della mia vita puro e semplice
è questo che vorrei qualcuno capisse, ma puntalmente non trovo le parole
per paura di essere fraintesa..
se un pochino mi conosci forse qst video ti dirà qualcosa in più
June 20 occasione psicologiDona otto giorni di volontariato alla Protezione Civile Nazionale con Psicologi per i Popoli
A noi psicologi italiani, come a migliaia di altri volontari nazionali e della Campania, la Protezione Civile invia un appello di mobilitazione e collaborazione per un intervento comunitario di emergenza nella città di Napoli durante i mesi estivi di luglio, agosto e settembre.
Non si tratta di sostituire i netturbini nel raccogliere i rifiuti ma di partecipare alle iniziative informative, culturali e di sensibilizzazione che accompagneranno l'avvio della raccolta differenziata presso la popolazione.
A organizzare il reclutamento dei volontari psicologi sarà "PSICOLOGI per i POPOLI - Federazione" con le sue 14 associazioni regionali o provinciali di volontariato, cui la Protezione Civile ha chiesto di garantire una presenza di 30 psicologi per otto giorni per tre mesi, naturalmente ospitati, vitto e alloggio compresi, presso la logistica che sarà allestita in apposite aree di Protezione Civile.
L'appello a aderire a questa iniziativa di solidarietà e responsabilità civica, ma anche straordinaria occasione di esperienza sul campo e di rappresentazione sociale della professione, viene rivolto non solo agli psicologi iscritti all'Ordine ma anche ai tirocinanti e agli specializzandi. Requisito minimo è la laurea triennale in psicologia.
A fronte di 65.000 iscritti all'Ordine e di decine di migliaia di laureati in formazione, ci saranno 300 volontari psicologi per questa mobilitazione eccezionale? Se pensi di poter essere tra questi 300 coraggiosi invia la tua adesione con i tuoi dati a psicologivolontari@gmail.com. Sarai contattato velocemente per ulteriori informazioni e istruzioni.
Il presidente nazionale di Psicologi per i Popoli
Luigi Ranzato
June 18 hihihiUn giorno Berlusconi tornando ad Arcore nella sua splendida Mercedes, con tanto di autista in livrea, si trova imbottigliato nel traffico. Ad un certo punto dice all'autista: "Gira in quella stradina di campagna, e' una scorciatoia che facevo da ragazzo." Subito l'autista gira nella stradina e ad un certo punto un maiale attraversa improvvisamente la strada. L'autista frena, ma non riesce ad evitare l'animale che muore sul colpo. Allora Berlusconi si rivolge all'autista dicendo:"Vai subito in quella cascina, racconta al contadino quello che e' successo e chiedi quanto dobbiamo dargli di riscarcimento." L'autista corre verso la cascina e dopo qualche minuto torna trascinando un carretto pieno di regali: prosciutti, salami, verdura, formaggi, latte fresco, uova ed ogni altro ben di Dio. Quando lo vede, Berlusconi attonito gli domanda: "Cosa fai con tutta quella roba?" L'autista risponde: "Non lo so, sono andato dal contadino come mi aveva detto Lei. Gli ho detto: sono l'autista di Berlusconi, quel porco l'ho ammazzato io. E lui mi ha fatto una grande festa e mi ha regalato tutta questa roba." May 28 help
April 30 a teforse sarò banale,so che appena è uscita questa canzone mille persone ci hanno fatto un intervento
l'ho amata dal primo momento
ma spesso le canzoni passano
dopo un pò te le dimentichi
eppure questa no
ma quanto è mavigliosa questa canzone
quanto è semplice e profonda
A TE..
e in questo mondo d m***a io ci credo ancora a questi sentimenti
purtroppo o per fortuna certe cose mi fanno ancora emozionare e piangere
e mi sento fortunata!!!
A te che sei l’unica al mondo ![]() a te amo
April 28 è un anno funestodue settimane fami è sorto il dubbio
ed oggi ne ho avuto la conferma
sono nata nell'epoca sbagliata
si..proprio così..di questi tempi rappresento la minoranza
e non una qualsiasi
la più piccola minoranza
da qualsiasi punto di vista la vedi
c'è poca gente come me
con questo non sto dicendo che i "miei"siano migliori degli altri(della maggioranza)
ma nn credo neppure che per il solo fatto che siano maggioranza siano...giusti, buoni e belli!!
voglio fare il mea culpa su tutto ma non ditemi che solo perchè
c'è la maggioranza in qualcosa, quella cosa sia giusta...
cioè per spiegarmi meglio...
"Spesso il successo conferisce a un'azione l'onesto e pieno splendore della buona coscienza, mentre un fallimento getta l'ombra el rimorso sull'azione più rispettabile. nasce di qui la nota prassi del politico, il quale pensa: ""datemi solo il successo, e avrò tutte le anime oneste dalla mia parte"".
così pure il successo sostituirà la migliore motivazione. ancor oggi molte persone colte pensano che la vittoria del cristianesimo sulla filosofia greca comporti la maggior verità del primo- benchè, in questo caso, sia stato ciò che era più rozzo e violento a vincerla su ciò che era più spirituale e delicato. in che cosa poi consistesse quella magiore verità, lo si può vedere dal fatto che il risveglio della scienza si è collegato punto per punto alla filosofia di Epicuro, mentre ha respinto punto per punto la dottrina cristiana."
Nietzsche
ecco..il destino con me è stato crudele...cioè mi ha fatto nascere in un'epoca in cui rappresento la minoranza e per di più mi ha dato questo carattere..
non un carattere menefreghista ma che pensa e si dispera e ci rimane male e poi ci ripensa, c'è poco da fare
riprendo la frase che miky aveva nel topic e la riporto
e la riporto perchè ultimamente è la frase che dico più spesso
QUESTO è UN ANNO FUNESTO,VERAMENTE UN ANNO FUNESTO!!! April 21 boperiodo strano...
i soliti miei alti e bassi, ora troppo bassi..
e ogni volta mi sembra senza motivo, perchè...qual è il problema???
non lo so,e....vabbè...andiamo avanti!!! April 15 Io non mi sento italianaPOCHE PAROLE...PERCHè TROPPE SONO INUTILI...
non mi sento italiana,se l'Italia vuole questo io vorrei scappare via...sentire ringraziare Silvio tutti gli italiani mi fa venire i brividi...NOI...si noi, LO ABBIAMO SCELTO, ancora...
mi vergogno, e sono davvero sconvolta...
ma dov'è la sinistra? la grande sinista?
cioè non c'è sinistra,neppure all'opposizione...cioè lì sopra non c'è nessuno che mi rappresenta
centro-destra e basta, perchè Veltroni non ha neppure un capello di sinistra
solo centro-destra!!!...Veltroni si congratula con gli amici del PdL...aiuto!!!
e poi tutti quei voti alla Lega...da partito del Nord a partito di responsabilità nazionale..ma ci rendiamo conto???
io davvero non riesco a scrivere altro..
March 26 addio newyork... 07-10-2006.....................New York.........................................23-03-2008
sono entrata in quel pub in un momento della mia vita in cui non capivo molto cosa stava succedendo..
mi sono trovata bene e ho dato tutto...
ho amato quel lavoro davvero come una storia d'amore,per nessun altro motivo che il lavoro in sè
mi è piaciuto davvero lavorare lì
mi sentivo libera, felice..
ora è finita
volevo davvero andarmene e sono contenta di esserne fuori
ma mi sento come se si fosse chiusa una storia d'amore durata due anni
tra me e il pub
sapevo tutto di quel posto
ogni particolare conoscevo e adoravo
quante volte l'ho difeso e ho fatto gli straordinari
per una cosa che non è mia ma sentivo mia
quante volte ho abbassato la testa
ma quanto mi sono divertita
quanto ho imparato lì dentro
di come gira il mondo
credo che in tutto questo tempo ho visto cose che
non avrei neppure immaginato
ho capito che il mondo non è perfetto,
che le persone non sono sempre buone
che esistono tradimenti, cattiverie, antipatie,voltafaccia
fatti con tale facilità
che rimanevo stupita a pensarci per giorni interi...
da ora in poi quelli che farò saranno lavori,solo semplici lavori
perchè IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI...
questa canzone racconterà tutto
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